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Nel 1905, durante gli scavi per la realizzazione dell'hotel piu' prestigioso dell'isola-l'hotel Quisisana- fu ritrovato uno strato di argilla rossa che restitui' alla luce armi primitive in pietra e ossa di giganteschi animali. Subito Ignazio Cerio, uno dei tre fratelli "numi tutelari" dell'isola, ne informo' il mondo scentifico e si capi' che le ossa erano appartenute a mammouth (ELEPHAS PRIMIGENIUS), rinoceronti,cervi ed altri e che le armi risalivano all'epoca quaternaria. A questo punto e' facile porsi una domanda:"Come fu possibile per uomini ed animali giungere su quest'isola in tempi tanto remoti"? In passato sono state fatte varie ipotesi; oggi si sa che l'isola e' legata alla penisola sorrentina da un braccio di roccia sotomarino lungo 5 Km.un tempo probabilmente emerso. Altri resti primitivi furono ritrovati sul versante Sud dell'isola, nella Grotta delle Felci a 150 mt. sul livello del mare. I numerosi studiosi che, a partire da I. Cerio, si sono interessati dell'antro hanno ritrovato una grande quantita' di strumenti paleolitici e segni di sepolture. La Grotta delle Felci si apre nella parete rocciosa del monte Solaro ed offriva contemporaneamente un accesso relativamente facile al mare (ora il sentiero e' praticamente inagibile) ed un valido riparo. Le comunita' primitive dell'isola erano abbastanza sparse sull' isola, ma la vera colonnizzazione del territorio avvenne con i Greci, d'altra parte lo stesso nome dell'isola risale al periodo greco. Fin da allora l'isola fu divisa in due zone abitative tra loro difficilmente collegate da una lunga scala detta Fenicia (per un'errata attribuzione ). I due nuclei avevano attivita' produttive molto diverse:gli abitanti della parte alta (Anacapri)vivevano di sola agricoltura e pastorizia; quelli, invece, della parte bassa (Marina Grande) con facile accesso al mare, si dedicavano prevalentemente alla pesca ed ai contatti commerciali. Sebbene la romanizzazione dell'isola sia stata quasi brutale nel far propri i luoghi greci, qualche loro testimonianza e' tutt'ora visibile nelle lastre poligonali dell'antica cinta muraria (visibile dal terrazzo della funicolare) e, soprattutto, nella gia' citata scala fenicia. La scala e' stata l'unica strada di facile percorribilita' in grado di collegare Capri ad Anacapri fino all'800 quando fu realizzata la carrozzabile. La colonizzazione romana dell'isola gira attorno alle due figure imperiali di Augusto e Tiberio. Fino al 29 d.C. cioe' fino alla venuta di Augusto, la vita dell'isola non ebbe molti contatti con Roma. Ma nei quarant'anni in cui l'imperatore si stabili' in questa piccola perla essa balzo'in primo piano. Divenne, pero', realmente importante, quando il successore di Augusto, Tiberio, la elesse a sua dimora stabile e addirittura a capitale dell'impero (27-37d.C.) Tiberio nei dieci anni di vita caprese fu gravemente diffamato da storici e biografi che crearono, attorno alla sua persona, le storie piu' incredibili e lussuriose. Oggi la figura imperiale e' stata completamente rivalutata. Si parla, per il piccolo territorio di Capri, di ben dodici ville sparse sull'isola, numero confermato dei reperti talvolta scarsi, talaltra costituiti di interi complessi edilizi, fatti nell'ultimo secolo. Qualcuno, dato l'ingente numero di resti ha ipotizzato che tutta l'isola fosse una sola enorme costruzione. Tesi invalidata, pero', dalla diversa datazione attribuita alle ville . Alcune furono realizzate sotto l'imperatore Augusto dal grande architetto Mascaba, altre risalgono a Tiberio. Rosario Mangoni ha cosi' elencato le dodici ville: Villa Jovis Villa di Tragara Unghia Marina Colle di S. Michele Villa del Castiglione Truglio Aiano Palazzo a Mare Capo di Monte Villa di Timberio Monticello Villa di Damecuta Finita l'epoca classica con la caduta dell'impero romano nel 436 d.C., anche Capri, come tante altre zone dell'impero, cadde in miseria. Non si sa molto di questo periodo; quello che pare certo e' che furono usati numerosi edifici romani per usi diversi da quelli di origine. I monaci itineranti basiliani, ad esempio,che partivano dalla penisola pugliese per spargersi nelle antiche costruzioni classiche,giunsero anche qui e la cappella di San Michele fu ricavata proprio da una cisterna romana. Tra i sec. IX e XI l'isola visse in preda al terrore dei saraceni che saccheggiavano le terre e rapivano le donne. E' a questi secoli ch risale il culto di San Costanzo, il santo protettore dell'isola , spesso raffigurato nell'atto di scacciare i saraceni dalla coste dell'isola. In quel tempo, in caso di pericolo gli isolani correvano ai ripari presso le zone alte dell'isola quali lagrotta del Castiglione. Passavano i secoli e Capri, dal 1000 al 1860, dipendera' da Napoli subendo prima il dominio di Ruggiero II e di Federico di Svevia,poi, sul finire del 1200 quello dgli Angio'. All'isola furono elargiti notevoli privilegi per risollevarne le disastrose condizioni economiche . Intanto l'ostilita' tra i due nuclei abitativi cresceva sempre di piu' favorita, oltre che dal diverso riconoscimento giuridico cui andavano soggetti (Capri era considerata come Universita', cioe' comune, mentre Anacapri come campagna suburbana),anche dall'animosita' presente tra i due cleri che al fine riuscirono ad ottenere due santi protettori diversi e,dunque, la divisione legale degli ambiti di organizzazione. In seguito si ottenne anche l'elevazione di Anacapri al rango di Universita'. Nel XVI° sec. le incursioni saracene furono molte e feroci; l'isola venne attaccata ben sette volte e proprio durante una di queste incursioni Barbarossa diede fuoco ad un castello anacaprese i cui resti ( oggi adibiti a studio ornitologico) vengono detti del "Castello di Barbarossa". Nel 1571 con la battaglia di Lepanto, l'impero musulmano fu sconfitto .Capri pero' si apprestava ad affrontare un periodo non meno pericoloso. A meta' del 1600, infatti, la peste scoppiata a Napoli si propago' anche sull'isola mietendo 350 morti nel comune di capri e 111 in quello di Anacapri. Ma all'orizzonte si presentavano tempi migliori grazie ai primi grand tour che nell'800 dovevano crescere di numeo per il miglioramento dei collegamenti marittimi. Nel 1800 , durante la guerra franco- inglese gli Inglesi occuparono l'isola stabilendo il quartier generale in Palazzo Canale noto ancche come Palazzo degli Inglesi. Ma Capri era contesa anche dai francesi, cosi' il territorio fu sconvolto dalle tante loro fortificazioni. I capresi avevano coltivato nei secoli un modus vivendi piuttosto morigerato che si modifico' in seguito a due importanti decisioni: In primo luogo Gioacchino Murat decise la chiusura dei conventi poi, nel 1815, Ferdinando II ordino' la soppressione del vscovato.Di qui derivo' una maggiore liberta' di costumi ai capresi, sempre piu' in contatto con turisti che portavano un'ondata di mondanita' sull'isola. L'attivita' turistica sara' importantissima per l'economia del posto fin dalla fine dell'800 e vivra' una vera stagione dorata nei primi decenni del nostro secolo. Capri diverra' capitale internazionale del dandysmo, tribuna dei futuristi e luogo di villeggiatura di Moravia, Malaparte, Pratolini, Compton Mackenzie, Norman Douglas ed tanti altri.
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